Un importante passo in avanti

La Congregazione era ormai sorta e le Suore lavoravano a servizio del Santuario assistendo le fanciulle ricoverate all’Orfanotrofio. Il Noviziato ebbe un periodo di flessione tra il 1908 ed il 1912.
Mons. Silj si preoccupò, tuttavia, di adeguare gli ambienti alle nuove esigenze di vita conventuale ed al numero crescente di Suore.
Infatti, provvide a che si sistemasse con l’ampliamento anche del locale per le Suore Professe che avevano dovuto adattarsi nell’antico Noviziati, dopo il trasferimento di questo nel nuovo locale che fece costruire Bartolo Longo.
L’ampliamento consisteva nella “costruzione di un vasto refettorio e della nuova Cappella e, contemporaneamente, tra il 1911 e il 1913 elevò al secondo piano il nuovo professato con un buon numero di celle separate da un corridoio.
Il 17 agosto del 1913 fu benedetta e consacrata dall’Em.mo Cardinale De Lai la nuova Cappella, assistendo i Rev.mi Mons.ri Silj, Celli, De Angelis.
Il giorno seguente lo stesso Em.mo vi celebrò la Prima messa; 1914, ed il 10 gennaio del 1914, la dolce Immagine Taumaturga del Rosario, che la premura di Bartolo Longo aveva donato alla prima umile Cappellina, venne decorata di brillantini e di oro, dono di S. E. Mons. Silj.
La Storia della Congregazione fino ad ora è stata alquanto complessa per i numerosi fatti e vicende legati soprattutto alla difficile fase organizzativa di una comunità nata dal nulla. Ora siamo intorno al 1914 ed inizia un’altra serie di avvenimenti legati allo sviluppo della vita e dell’attività delle Suore.
Già abbiamo visto che si avvertì il bisogno di preparare la Suora ad affrontare la sua missione in maniera più adeguata ai tempi ed alle necessità sociali.
A Valle di Pompei le Figlie di S. Domenico, che attendevano alle cure del Santuario e dell’Orfanotrofio, erano diventate una realtà per gli uffici che svolgevano.
Un episodio degno di nota fu la perdita di una grande collaboratrice: la Madre Maestra delle Novizie, Suor Maria Filomena Fiore che, come si ricorderà, fu chiamata a Valle di Pompei per istruire le prime Novizie.
Ritornò nel suo Convento di Marino il 3 aprile del 1914. Lo scontento si diffuse nella famiglia pompeiana e varie furono le ipotesi per tale allontanamento. Tra queste, la più diffusa fu quella che il P. Generale dell'Ordine dei Domenicani, Fra Giacinto Cormier, lo stesso che si era adoperato per farla giungere a Pompei, l'avesse richiamata nel Convento di provenienza per affidarle una importante missione. D'altra parte lui stesso aveva ribadito che la Madre Filomena concludeva la fase più difficile del suo mandato, avendo avviato alla vita religiosa già un buon numero di Suore e perciò tra queste si sarebbe potuta tranquillamente scegliere la nuova Maestra delle Novizie.
Dunque “La Madre Filomena fece ritorno alla sua pace e solitudine claustrale, ma portò vivo nel cuore il ricordo della sua dolce e difficile missione; e vivo ricordo lasciò della sua materna, anche se a volte forte, missione: opera di bene su quante l'ebbero Madre nella vita Religiosa. Fu nominata a sostituirla nel grave e delicato ufficio Suor Maria Agnese Tecca”.
Continuando nel cammino della storia, ci soffermiamo per un po' sul periodo tra il 1927 e il 1932, allorquando si avvertì la necessità di affrontare due questioni di vitale importanza per la vita della Congregazione.
Infatti, durante il Priorato di Madre Agnese Tecca, si ritenne necessario aggiornare le Costituzioni per renderle più rispondenti alle esigenze della Congregazione e con esse sorse la questione del riconoscimento giuridico “Iuris Pontifici” con la relativa sistemazione definitiva della Casa Generalizia.
Questioni che generarono tra le Suore dibattiti e pause di riflessione, non senza qualche incomprensione e dolore, ma che furono evidenziate come necessità e richiesero un lungo lavoro preparatorio. Intanto alla morte del Card. Augusto Silj, avvenuta il 27 febbraio 1926, subentrò, l’ 8 maggio dello stesso anno, Sua Ecc. Mons. Carlo Cremonesi, che rimane in qualità di Delegato Pontificio per il Santuario di Pompei, fino al 28 settembre del 1928, quando giunse il Prelato Rossi. Il 21 giugno 1931 l’Ecc.mo Prelato Mons. Antonio Anastasio Rossi, Patriarca di Costantinopoli (all'epoca affiancato dal Vicario Sua Ecc. Mons. V. Celli e dal Segretario della Prelatura Mons. Pietro Di Pietro), dopo qualche nube iniziale di troppo severo giudizio, spiegava tutta la paterna, energica ed intelligente opera di bontà sulla Congregazione nascente che il Signore e la Vergine Santa avevano affidato alle sue cure, riuniva il Capitolo Conventuale delle Suore vocali ed affrontava in pieno la questione, in forma ufficiale per la prima volta.
Egli disse che era ormai necessaria la compilazione delle Costituzioni che meglio rispondessero allo sviluppo della Congregazione, riconosciuta di Diritto Diocesano, ed anche al Diritto Canonico. Indi l’ Ecc.mo propone, come oggetto di discussione, le seguenti questioni:
I dispareri furono tali che non si poté nulla definire. Mons. Prelato assicurò che per il solo fatto delle Costituzioni non sarebbero sorti nuovi rapporti con l'Ecc.ma Prelatura.
Le questioni dunque restarono sospese, ma il 10 marzo 1932, in una adunanza del Consiglio del Capitolo Conventuale delle Suore vocali, L'Ecc.mo Prelato chiese che mediante voto deliberativo venisse determinata la questione già trattata ma non risolta; se cioè si deliberava di restare di diritto diocesano o cominciare le pratiche per il Decretum Laudis.
L'idea doveva ancora faticosamente farsi strada fra difficoltà e dolori. Intanto si era venuti alla determinazione di compilare le nuove Costituzioni. Madre Maria Agnese Tecca ed il suo Consiglio, affidarono il compito a Suor Maria Colomba Mazza e Suor Maria Cecilia Pignatelli, che seguirono le tracce di un esemplare comune di Costituzioni per le Suore Terziarie Domenicane compilato dal Rev.do Padre Nolan O.P.
A guidarle nel difficile lavoro vi furono i RR. PP. Ludovico Fanfani, allora Provinciale Romano e Raimondo Sorrentino, allora Provinciale Napoletano, coadiuvati dal Rev.do Padre Reginaldo Addazzi.
Nel corso dei lavori furono interpellati anche i Vescovi della Diocesi delle case filiali. E in data 4 ottobre 1932, le nuove Costituzioni furono presentate dal Prelato di Pompei alla Congregazione che ne consegnò personalmente copia a ciascuna suora.
A questo punto sarebbe necessario introdurre un lunghissimo capitolo che riguarda il sofferto e complesso argomento “Costituzioni”. È ovvio che una Congregazione di Suore nata con una propria fisionomia per il fabbisogno specifico dell'Opera Pompeiana, risenta nel tempo anche della storia evolutiva delle opere stesse.
Difatti, al crescere della dimensione degli Istituti, seguiva un alternarsi di problematiche di carattere educativo-sociale non senza serie difficoltà di dipendenza della Congregazione del Santuario.
Intanto la comunità travalica anche il perimetro dell'Opera pompeiana.
“Gli Em.mi Cardinali della Commissione di vigilanza del Santuario e le Opere annesse, riguardanti le opere femminili e la Congregazione, in un documento del 5 settembre 1933, si dichiaravano favorevoli all’ espansione della Congregazione in altre Diocesi, che “gioverà al crescere di nuove vocazioni”.
Si ricorda, però, di attendere innanzitutto alle opere per cui furono istituite: l'assistenza al Santuario e alle Opere annesse. Vi si parla della necessità che le Suore intensifichino la loro preparazione spirituale ed intellettuale per meglio adempiere la loro missione.
In pratica, in meno di cinquant’anni, la Congregazione, formata da un numero di 180 Suore, era presente oltre che a Pompei (NA), a Paola (CS), Maiori (SA), Torre Annunziata (NA), Padula (SA) e a Strangolagalli (CE). In tutte le Case si operava per la formazione spirituale ed intellettuale della gioventù femminile mediante l’istituzione delle opere educative quali: asili d’infanzia, scuole elementari, scuole medie e magistrali, educandati, laboratori, oratori, associazione di Azione Cattolica ed altre opere assistenziali e di carità.