Le suore di S. Anna

Abbiamo sentito parlare delle suore di S. Anna già nel 1892, quando Bartolo Longo fece richiesta a Don Michele Rua, come si ricorderà, per avere a Pompei sei salesiane che facessero da maestre alle future suore. Don Rua, non avendo questa disponibilità in quel momento, consigliò a Don Bartolo di rivolgersi alle suore che avevano fatto da maestre alle salesiane.
In effetti Bartolo Longo si trovò di fronte a queste solo nel 1895 per interessamento di suo cognato presso il Direttore del Carcere di Salerno, Antonio Gianpietri. Il progetto fu discusso e fallì nell’arco di qualche mese.
Questi i fatti: tra maggio e giugno del 1895, il Sig. Gianpietri fece da tramite per far arrivare a Valle di Pompei le suore di S. Anna che erano già presenti presso il carcere di Salerno. A queste Bartolo Longo aveva donato arredi per la loro cappella mostrando così attenzione ed anche solidarietà per il lavoro che svolgevano presso quella casa di pena.
Evidentemente, quello che determinò il fallimento di ogni progetto fu il modo con cui il Gianpietri dovette condurre la cosa. Egli si mostrò particolarmente interessato alla iniziativa, al punto di volerla concludere, quasi senza possibilità di scelta da parte dei Fondatori.
Infatti, l’arco di tempo che interessa questo stralcio di storia va da maggio a giugno 1895.
L’episodio fece nascere anche qualche frainteso fra Roma e Pompei, tant’è che Mons. Carcani si rivolse in tono quasi di rimprovero , a Don Bartolo, perché non aveva fatto sapere la decisione al Delegato Pontificio, il Card. La Valletta. E quest’ultimo, perciò, sembra si fosse risentito d’essere stato posto di fronte al fatto compiuto.
In realtà le cose non andarono così, lo spiegò Don Bartolo in una lettera indirizzata al Vicario di S. Em.za e datata 17 giugno 1895.
A Bartolo Longo il Sig, Gianpietri presentò, in occasione della festa del 23 maggio, le suore di S. Anna. Successivamente, i fondatori si portarono a Salerno per esporre nei dettagli le esigenze di progetto e saperne di più sulle suore. Avvenne così che si disponesse la venuta di una suora da Bari che avrebbe osservato, in segreto, per tre giorni, la situazione pompeiana. Subito seguì, il 15 giugno, il ritorno di Gianpietri insieme a due suore con il progetto e una ingiustificabile premura all’accettazione.
La cosa meravigliò la Contessa e Padre Sisto i quali presero tempo dicendo che avrebbero dovuto sentire il parere del Card. Raffaele Monaco La Valletta.
Nel frattempo, non potendolo impedire, alcune di quelle suore dovettero andare a Roma e raccontare il fatto come era avvenuto, creando, appunto il risentimento dell’ Em.mo Cardinale.
Dunque la fretta ed il frainteso dovettero allarmare i Fondatori.
In questo stesso periodo Bartolo Longo, in una lettera del 7 settembre del 1904, faceva esplicita richiesta al Card. Monaco La Valletta, di Suor Maria Gambigliani Zoccoli, Domenicana di Fabriano, per averla come Maestra delle novizie onde aprire un Noviziato a Valle di Pompei, avendo oltre quaranta giovanette che intendevano consacrarsi al Signore e restare a servizio del Santuario pompeiano. La figura di questa suora è sempre presente in Bartolo Longo che fece molti voti per averla a Pompei. Era una sua aspirazione che coltivava da anni.