La nuova Istituzione

E siamo giunti al 1944!
A dicembre vi fu un nuovo Capitolo Generale per l’elezione della Priora Generale. Il nuovo periodo di reggenza della Congregazione è fin troppo ricco di avvenimenti.
In questo periodo si alternò al Delegato Pontificio Mons. Antonio Anastasio Rossi, che fu a Pompei dal 1928 al marzo del 1948, Mons. Roberto Ronca dal 1948 al 1955.
É senza dubbio l'arco di tempo più difficile nella vita della Congregazione. Questo periodo fu segnato da una serie di incomprensioni e mancate condivisioni su una nuova fisionomia della Congregazione che avrebbe voluto dare Sua Ecc. Mons. Roberto Ronca, nominato dal S. Padre Pio XII, Prelato del Santuario di Pompei.
Egli fece ingresso a Pompei il 14 agosto del 1948, succedendo al Patriarca Sua Ecc. Antonio Anastasio Rossi, di felice memoria.
L’incomprensione tra Mons. Ronca e la Congregazione nacque a seguito dell’ istituzione degli Oblati e delle Oblate. Nella sua qualità di Delegato del Papa per il Santuario di Pompei, volle fondare la nuova Comunità alla quale, un po’ alla volta, affidò gli incarichi un tempo ricoperti dalle suore.
L'incomprensione determinò un evento non certo irrilevante; circa cinquanta Suore lasciarono la Congregazione.
L’«esodo» era senz’altro un segno di contrasto o, se mai, di non accettazione dall’una o dall altra parte, di una nuova posizione giuridica della Congregazione. Difatti, le Figlie del S. Rosario di Pompei fondate da Bartolo Longo, avrebbero perso la loro fisionomia originaria per essere trasformate in Oblate.
In parte, anche l'instabilità delle Costituzioni in quel periodo, fu una delle condizioni che avrebbe favorito l'instaurarsi e la nascita della nuova istituzione.
Si avvicendavano in qualità di Visitatori Apostolici vari religiosi inviati a Pompei per lo studio della situazione. Tra questi, il Rev. P. Giuseppe Manzo S. I., il quale sottopose all'esame delle suore un decreto della Sacra Congregazione Concistoriale a firma del Card. Adeodato Giovanni Piazza, Vescovo di Palestrina e P. M. segretario. E non fu il solo ad affrontare la difficile situazione. Allora era giunto a Pompei anche un altro Padre che avrebbe dovuto curare e mediare, con consigli e prediche, la situazione dell'incomprensione risolvendola.
Frattanto, Padre Manzo veniva sostituito dal Rev. Agnello Jaccarino S. I. che, nonostante ponesse i suoi buoni uffici per la soluzione del caso secondo le direttive del Prelato Ronca, l'intervento non giunse a concreti risultati.
Tuttavia, in quel periodo, si verificò un lieto evento, il 5 maggio 1953, il Rev. Padre Jaccarino lesse alle suore il tanto agognato ed atteso “Decreto di Lode e approvazione temporanea delle nuove Costituzioni”.
Non mancarono contatti, per quanto fugaci e perciò infruttuosi, tra il Card. Piazza e la Superiora Generale, Madre Immacolata Savino, a Pompei ed anche a Roma.
Erano trascorsi già oltre sette anni dall’ inizio della questione e tra i personaggi di rilievo va menzionato anche Mons. Claudio Righini, segretario particolare di Mons. Ronca, oblato della Madonna del Rosario.
All'elenco dei Visitatori Apostolici, inviati da Roma si aggiunse Mons. Ercole Crovella, ex Amministratore del Santuario; anch'egli interrogò e colloquiò con la Madre Generale, con le orfanelle e le suore per poi ripartire alla volta di Roma.
In tutto questo periodo, fu un susseguirsi di vicende a vario tono di tristezza e delusione, ma anche rafforzamenti per il credo al carisma del Fondatore e alla Beata Vergine del Rosario.
Finalmente la storia giunse all’epilogo!
Si seppe che era venuto da Roma, un altro Monsignore, in massimo segreto, tanto che fu creduto un Parroco, era Mons. Giovanni Battista Foschini, egli interrogò in gran segreto i dirigenti delle Opere e ripartì per Roma conservando la segretezza dell’identità. Ritornò ufficialmente, inviato dal S. Padre in qualità di Amministratore Apostolico, succedendo, così, a Sua Ecc. Mons. Roberto Ronca. Restò a Pompei dal 20.12.1955 al 16.12.1957.
Questa volta la vicenda si concluse in maniera anche categorica. Da allora è rimasto solo un ricordo, non certo felice di una storia che si chiuse non senza sacrifici e definizioni sul numero delle suore.
Mons. Foschini emise in data 16 maggio 1956 il Decreto di soppressione della Pia Unione dei Sacerdoti Oblati, degli Oblati Secolari e delle Oblate della SS. Vergine di Pompei che era stata eretta in data 7 maggio 1949 dall’ Ecc. mo Mons. Roberto Ronca, restituendo alle suore i compiti che erano passati alle Oblate ed agli Oblati e riconoscendo alle «Figlie del SS. Rosario di Pompei» il disimpegno lodevole del loro dovere.
Siamo così giunti alle soglie del 1957. Il giorno 8 giugno, Sua Ecc. Mons. Aurelio Signora succedeva a Mons. Giovanni Battista Foschini; fu accolto solennemente a Pompei e vi rimase fino al 1978.
Veniva affiancato poi dall'Amministratore designato dalla Commissione Cardinalizia per la tutela del santuario e delle Opere annesse, il rev. Mons. Luigi Davighi.
Con il passare degli anni la vita di Congregazione si svolge non senza disagi e difficoltà operative ed organizzative dovute, specialmente, al ridotto numero di suore. Momento non certo facile perché, qualcuna lascia la vita religiosa e, purtroppo, le vocazioni diventano più rare.
L'Aspirantato voluto con tanta convinzione ed altrettanti sacrifici da parte della Madre Immacolata, aiutata nell'istituzione dal Prelato Mons. Signora, non dava i frutti sperati; diminuiva il numero delle fanciulle aderenti all'iniziativa, anzi, qualcuna veniva meno ancor prima di terminare gli studi dell'obbligo.
Eppure si era fatto in modo che le Aspiranti avessero un locale tutto proprio ed aiuti spirituali e materiali da parte di suore preparate.
“In questi ultimi due anni - scrive Madre Lucia Pedone nella sua relazione al Capitolo - hanno usufruito delle vacanze di Natale e Pasqua e durante il periodo estivo, come pure sono state fatte gite, passeggiate, e si è cercato di dare loro libertà e concessioni secondo dettami moderni. Penso sia opportuno però, che l'Aspirantato abbia un locale più appartato”.
Ed ancora la relazione mette in evidenza la necessità di avere altre suore per rispondere in maniera più efficace alle urgenze delle Case e dei suoi ospiti. Un'attenzione maggiore è rivolto alla formazione spirituale delle Postulanti, delle Novizie e delle Juniores, per le quali si dovevano osservare le direttive stabilite dal Capitolo Speciale e indicate dal Concilio Vaticano II.
É da tener presente, infatti che siamo nel periodo del Concilio iniziato l'11 ottobre del 1962 con S.S. Giovanni XXIII; egli lo aveva indetto il 25 novembre del 1961 e fu concluso da S.S. Paolo VI, il 7 dicembre del 1965.
Il Concilio determinò, tra l’altro, la necessità di una revisione delle Costituzioni.
Ma il tempo scorre veloce; le suore di Bartolo Longo sono al servizio del Santuario sempre più silenziosamente presenti, attendono al Carisma del loro Fondatore con spirito di profonda abnegazione e devozione.
Finalmente, nell’arco di tempo compreso tra il 1977 ed il 1983, ci furono tre grandi eventi:
Il primo evento è legato all’ inizio della storia del Santuario, quando l’Avv. Bartolo Longo invitava a Pompei il Papa Leone XIII.
L’ invito rivolto al Papa, fu ripetuto nella udienza del 26 aprile 1901: “Vostra Santità deve venire a Valle di Pompei, anche per dare la benedizione alla loggia papale che io ho costruito a bella posta sulla facciata del Santuario”.
E così, il 21 ottobre del 1979, il sogno ed il progetto del Beato, si avverarono: era venuto il giorno in cui da quella loggia si affacciava il Papa.
Il santo Padre si fermò a pranzo con l’Episcopato Campano nel refettorio di Casa Madre e fu servito a tavola dalle suore. Una lapide di marmo vi fu eretta a ricordo di quella giornata.
A questo importante avvenimento seguì un grande evento molto atteso dalla famiglia pompeiana: la beatificazione del Fondatore del Santuario e delle Opere Pompeiane.
Le suore ricevettero con gioia la comunicazione del giorno della festa che sarebbe avvenuta in piazza S. Pietro il 26 ottobre del 1980.
La giornata fu memorabile!
Quello stesso giorno, fu emesso dalla Sacra Congregazione dei Religiosi il Decreto di approvazione del nuovo testo delle Costituzioni e l’ avvenimento fu interpretato come un segno di benedizione del Beato.