Il Monastero del SS. Rosario di Marino

Come si poteva non fare a meno di fare un cenno sul Monastero da cui provennero le prime tre Madri, maestre e formatrici delle Figlie del Rosario di Pompei?
Marino Laziale è la città di provenienza delle tre suore che giunsero a Valle di Pompei la sera del 24 novembre del 1896; essa è distante 24 chilometri da Roma e vi si trova un “Monastero delle Claustrali Domenicane dedicato alla Vergine del Rosario, nel cui corpo è inserito un autentico gioiello d’arte rinascimentale, la chiesa forse più bella di tutti i Castelli Romani”. (31, De Cillis E.).
Il Monastero è inserito in un contesto di strutture medioevali nel quale, tutt'oggi, si respira quell’antico sapore di borgo. Anche chi non è mai stato nei luoghi descritti dall’Autore della piccola guida, leggendo la trascrizione della collocazione del Monastero e dei suoi dintorni, riesce a godere per “il grande silenzio, la quiete non disturbata minimamente dalla vicina città di Roma”.
Dunque non vi sarebbe stato luogo più adatto di quella amena collina marinese per ubicarvi una casa per claustrali domenicane. Fu così che “una serie di edifici, per lo più cantine, stalle e abitazioni contadine, di proprietà di Ferdinando Leoncelli “furono comprati da Lorenzo Onofrio Colonna per essere trasformati in un Monastero.
Questo era il desiderio della Sorella Antonia già Suor Isabella - monaca domenicana del Monastero dei SS. Domenico e S. Sisto in Roma - decisa a fondare in Marino un nuovo Monastero.
Suor Isabella era nata il 22 marzo 1634 da Marcantonio Colonna, Principe Gran-Contestabile del Regno di Napoli e dalla Nobildonna siciliana Isabella Gioeni e della quale tutto si pensava in gioventù tranne che potesse diventare suora. Ella, invece, dovendo seguire un tirocinio educativo come era costume del tempo, rimase colpita dalla vita di quelle claustrali sino a sentirne forte attrattiva. Lasciò ogni cosa e si ritirò nel citato Monastero dei santi Sisto e Domenico a Roma, prese l’abito delle Claustrali Domenicane il 20 aprile del 1649.
La sua scelta fu veramente convinta al punto di ritenere che, per vivere meglio lo stato di povertà, avrebbe dovuto costruire un ambiente finalizzato allo scopo. Ottenne nel 1675, l’8 maggio, il Breve del Papa Clemente X nel quale si sanciva la fondazione del nuovo Monastero.
“E certamente si lavorò alacremente se appena un anno dopo, il 22 settembre 1676, il Monastero del SS. Rosario era già pronto per essere inaugurato con l’ingresso solenne della nuova comunità”.
L’anno successivo subì ulteriori ampliamenti con la sopraelevazione di un altro piano.
Anche la Chiesa del 1712 venne ricostruita, divenne più ampia e, come avvenne per i primi lavori di riattrazione della struttura a Monastero, fu pronta per essere consacrata già il 30 aprile del 1713.
L’altare maggiore, ovviamente, fu dedicato alla vergine Santissima del Rosario, mentre i due altari laterali a S. Giuseppe e al Crocifisso.
Ricca di quadri e di stucchi a buon ragione, la chiesa viene definita “l'unico «pezzo» ricco e veramente raro esistente nel Monastero”.