Il 1896: un anno storico

Era l’anno 1896 e i vari tentativi di ottenere suore appartenenti a Congregazioni religiose che potessero assolvere al compito di formare suore di Pompei, erano falliti.
Bartolo Longo intensificò i rapporti epistolari con i Domenicani e, in particolare, con il M° Generale, Padre Andrea Frühwirth al quale fece pervenire una lettera in cui chiedeva, oltre un Padre ed un Converso (sacrestano), anche delle Suore degne di Santa Caterina da Siena. A questo scritto, datato 12 aprile, non seguì risposta, tant'è che al 7 giugno nulla risulta concluso, anzi, il M° Generale prendeva ancora tempo motivando il ritardo con la difficoltà di scegliere al meglio i soggetti da destinare a Valle di Pompei per il buon esito del progetto dell’Avvocato e della Contessa.
Effettivamente vi fu un ritardo che risultò, poi, dovuto solo alla scelta delle due Suore, queste ultime, contattate nel Monastero di Marino, erano entrambe bolognesi e si aspettava solo il permesso della S. Sede. La loro biografia fu mandata a Bartolo Longo il quale non volle esprimere pareri rimettendosi alla decisione del Superiore dei Domenicani. Tuttavia, anche questa volta, rinnovò la richiesta di avere Sr. M. Agnese Gambigliani a Pompei, Suora tanto raccomandata anche da P. Lombardo e tanto difficile da spostare dal suo Monastero di Fabriano.
Intanto il 14 luglio di quest’anno 1896, morì il Card. La Valletta e fu nominato come Delegato Pontificio il Card. Camillo Mazzella che fece il suo ingresso a Pompei il 15 settembre del 1896. Vi fu una breve esitazione a riguardo della nomina del Vicario del Cardinale; infatti dovette intervenire Bartolo Longo per sollecitare la conferma dell’ ottimo Mons. Carcani, del quale i Fondatori si dichiaravano affezionati devoti.
E così: “ nei primi del mese di novembre 1896 venne a Marino il Rev.mo Padre Frühwirth per esporre quanto segue: «Il Santo Padre Leone XIII ad istanza del Sig. Bartolo Longo, fondatore delle opere di Pompei, richiedeva la formazione delle Terziarie preposte alla direzione del Santuario e alla educazione delle Orfanelle, alcune religiose claustrali, affinché fossero formate secondo lo spirito del Second'Ordine. Nel nostro Monastero essendovi una religiosa, Suor Maria della Beata Diana, al secolo Virginia Pazzaglia che per anni aveva diretto il Conservatorio di S. Croce e Carmine a Bologna, il Rev.mo Generale la domandò come Priora e per compagna doveva essere la Novizia Suor Maria Giacinta del SS. Rosario, al secolo Giannina Ricci Cubastro; ma un grave malore impedì alla medesima di fare la professione e se ne dovette tornare al secolo. Fu supplita da Suor Maria Bacchini del Monastero della SS. Annunziata che era stata incorporata nel nostro Monastero, per espletare l’ufficio di sindaca e la conversa Emilia del S. Cuore di Gesù, al secolo Caterina Pallucca».
Radunato il Consiglio, il Rev.mo Padre Maestro Generale ebbe l’approvazione di quanto domandava; le suddette tre religiose partirono il 24 novembre 1896 accompagnate dalla Signora Contessa Bruno, terziaria domenicana e dal confessore del Monastero, Padre Damiano Borgogno.
E così, finalmente la sera del martedì, 24 novembre, giunsero a Valle di Pompei le tre suore provenienti dal Monastero di Marino.
Il giorno successivo "presero possesso dell’ Orfanotrofio per la nuova carica loro affidata, e fummo presenti noi, P. Cormier e P. Rossi”.
Tutto procedette benissimo - continua la lettera di Bartolo Longo inviata a Mons. Carcani - e prevediamo i migliori successi per la schiera che si consacra a Dio”.
Anche il Maestro Generale, Padre Andrea Frühwirth fu informato dell’arrivo delle Suore e già si affrontavano le prime difficoltà per ben organizzare la nascente fondazione.
Il 30 novembre di quell’anno 1896 anche Padre Lombardo, che aveva raccomandato la venuta di Suor Maria Agnese, fu informato dell’arrivo dei Domenicani a Pompei.
Successivamente giunse a Valle di Pompei anche Sr. Maria Filomena Fiore che fu Maestra delle novizie.
Facendo un sommario bilancio si può affermare che a Pompei vi erano solo domenicani, dai Padri spirituali al Rettore del Santuario, alle Suore, ai laici addetti ai lavori di sacrestia.
Ma, sembra proprio che non poteva fare a meno di Suor Maria Agnese; Bartolo Longo lo mette in evidenza allorquando intensificò la corrispondenza con il M° Generale dei Domenicani e il Card. Mazzella per far in modo che la Suora giungesse a Pompei.
Ma, la venuta di Suor Maria Agnese era così lunga e difficile ad attuarsi; varie esigenze impedivano il suo allontanamento da Monastero di Fabriano.