I Personaggi

Padre Alberto Radente (Michele Maria Salvatore)
 
Era nato a Napoli il 30 marzo 1817, nella domenica delle Palme, da Giuseppe, impiegato della Zecca e da Michelina Mascia, che morì dando alla luce il figlio. Entrò nel noviziato di S. Domenico Maggiore dove espresse subito la sua vocazione convinta attraverso le sue qualità intellettuali e morali.
A circa 17 anni, l’ 8 dicembre del 1833, vestì l’ abito di religioso domenicano e prese il nome di Alberto. Il 9 dicembre dell’ anno dopo emise i voti in S. Domenico Maggiore. Dal 1835 al 1842 seguì i corsi filosofici-teologici nello Studium generale “S. Tommaso d’Aquino” nel convento suddetto.
Nell’ottobre 1843 si trasferì a Penne, in Abruzzo, con l’ incarico di “lector philosophiae”; in quel convento ebbe un seguito di studenti che fece storia per la bravura.
Lì, anzi tempo, potè “amministrare il sacramento di penitenza alle donne” ancor prima dei prescritti trent’anni e divenne priore, anche questa fu un’eccezione, a 28 anni, il 4 marzo 1844.
Dal 1845 al ’47 fu insegnante di teologia nel Seminario di Troia in provincia di Foggia.
Nel 1848 priore di Benevento (1848-50).
Nel 1849, il 10 giugno, superò con ottimo esito l’esame “ad gradus” e “ciò nel 1855 gli permise di raggiungere il magistero in teologia anche se non fu subito incluso nell’elenco già nutrito, dei “maestri” della provincia Napoletana”.
Intanto tra il 1850 ed il 1852, tenne la cattedra di teologia nello “studium generale” di Bologna. È nominato segretario del consiglio conventuale. Esaminatore dei candidati “ad gradus”, 1853–1855 insegna nel seminario di Larino (Campobasso).
Nel 1856 fu eletto priore in S. Domenico Maggiore a Napoli e riconfermato nel 1858, nell’elezione del 1860 e nel 1862.
Bartolo Longo conobbe Padre Radente perchè, gli fu presentato da Vincenzo Pepe la sera del 29 maggio 1865; da quel giorno gli incontri furono sempre più frequenti fino alla conversione totale dallo spiritismo.
Il padre domenicano ammise Bartolo Longo alla “nuova prima comunione” amministrandogli egli stesso l’ Eucaristia nell’ insigne Collegiata della Pietrasanta il giorno della festa del sacro Cuore di Gesù, che in quell’ anno 1865, cadeva il 23 giugno ed era di venerdì.
Il 15 gennaio del 1866 fu eletto priore del Convento di Barra, carica a cui rinunziò.
Nel 1868 “esaminatore dei vestiendi e delle opere da dare alla stampa”.
Infine, nel 1872, il 21 novembre fu eletto priore del Monastero di Nocera Inferiore (Sa).
Morì a S. Domenico Maggiore il 5 gennaio 1885 e le sue spoglie, per volontà del Prelato Mons. Anastasio Rossi, furono traslate nella cripta del Santuario di Pompei accanto a quel suo amico: il Beato Bartolo Longo che gli aveva dato ascolto e credito fin da quando passò dalla vita di spiritista a quella di laico.

Padre Ludovico da Casoria (Arcangelo Palmentieri)
 
Nacque a Casoria l’11 marzo 1814 da Vincenzo (vinaio), e da Candida Zenga. Entrò nell’ordine francescano ed il 17 giugno 1832 ne indossò l’abito compiendo il noviziato nel convento di S. Giovanni del Palco a Lauro di Nola (Na).
Prima di essere ordinato sacerdote, 4 giugno 1837, studiò nel convento di S. Pietro ad Aram di Napoli filosofia, matematica e chimica.
Nel 1854, su suggerimento di un sacerdote genovese, Giovan Battista Olivieri, che si adoperava per il riscatto delle piccole negre, accolse, per educarli, nel suo istituto i primi due negretti; il numero dei ricoverati crebbe anche perché di persona, andò a riscattare bambini negri, venduti come schiavi nel Cairo, per riportarli a Napoli alla presenza del re Ferdinando II che gli aveva fornito la somma per il riscatto. L’iniziativa diede corso all’istituzione di missioni indigene. Per sede dell’Opera fu poi scelta la Casa della “Palma” a Napoli.
Nel 1859 con la collaborazione della serva di Dio Anna Maria Fiorelli Lapini, fondatrice delle “Stimmatine”, sorgeva anche il “Collegio delle Morette”.
Un’altra opera di grandissimo rilievo fu l’istituto degli Accattoncelli e delle Accattoncelle; sorse nel 1862 e si estese oltre che a Napoli, in varie sedi, a Casoria, ad Afragola, a S. Antonio in Nola, nel convento di S. Angelo a Piano di Sorrento, a Eboli, a Santa Maria Capua Vetere, a Picerno e anche fuori regione, a Firenze.
Nel 1864 fondò un’Accademia di religione e, a Napoli, poi, il periodico “La Carità”, ed un collegio (1886) denominato “La Carità”. Fondò due congregazioni: i frati della Carità, detti anche Frati Bigi e le francescane Elisabettine, dette Bigie.
“Il 12 novembre 1865, accogliendo con grande allegrezza la decisione di Propaganda Fide, si imbarcava a Trieste per Alessandria d’Egitto, quindi per il Cairo e poi, in barca sul Nilo per Assuan dove giunse il 5 gennaio 1866”. Tornò a Napoli nello stesso anno 1866 e fu, tra l’altro, arrestato per essere stato ripetutamente accusato di aver sepolto alcuni morti di colera nel giardino della “Casa delle Morette”, ma poi fu scagionato. Tutta la vita la dedicò a questo progetto missionario ben riconosciuto dalla Sacra Congregazione di Propaganda Fide.
Bartolo Longo conobbe P. Ludovico nel 1867, glielo presentò il marchese Francesco Imperiali al Tondo di Capodimonte.
Egli rimase molto attratto dalla figura di quel frate e “da quel giorno io fui tutto suo, e lo seguii dovunque con quel senso di aspettazione riverente e di ammirazione entusiasta, che è propria dei discepoli di grandi Maestri”.
Fu grazie a P. Ludovico che si impiantò a Valle di Pompei la tipografia con una macchina tipografica che egli mandò per stampare “Il Rosario e la Nuova Pompei” ed i libri.
“La spiritualità di Padre Ludovico è decisamente francescana. Visse fondamentalmente il carisma speciale di S. Francesco, ma vi aggiunse il suo: un amore illimitato per i più poveri e la promozione umana della gioventù minorata, dei piccoli negri.
Morì a Napoli il 30 marzo 1885, ove è sepolto nella chiesa dell’Ospizio di Posillipo; Giovanni Paolo II lo proclamò Beato il 18 aprile 1993.
 
Padre Mariano Angelo Rossi
 
L’amicizia con Bartolo Longo iniziò nel 1884; conobbe il Domenicano a Roma, dove si era recato per chiedere l’approvazione del Papa per la pubblicazione de “Il Rosario e la Nuova Pompei”.
Padre Rossi era nato in Calabria, a Cardeto, paesino distante circa 20 km da Reggio Calabria il 31 gennaio del 1840 ed a vent’anni indossava già le bianche lane di S. Domenico.
Nel 1865 era sacerdote e due anni dopo conseguì il lettorato e mandato in Francia dove fu “lettore di S. Tommaso a Mazères prima, e poi di logica e metafisica a Saint Maximin, e quindi a Tolosa lettore di teologia morale.
Dalla Francia dovette scappare, a seguito delle persecuzioni che subirono i Domenicani da parte dei partecipanti al Governo municipale di Parigi del 1871, ispirato a principi giacobini (comunardi).
Tornato in Italia fu mandato a Malta, poi in Corsica, successivamente a Fiesole e, da quest’ ultimo luogo, a S. Sabina in Roma.
Ben presto da Roma fu trasferito a Genova dove svolse il suo ruolo di propagatore del culto e della devozione alla Madonna di Pompei con azione convincente e convinta. Partì per Pompei in luglio del 1892, e qui fu Rettore della basilica, morì a Pompei il 10 agosto del 1898.

Don Michele Rua
 
Nacque a Torino il 9 giugno 1837 da Giovanni e Giovanna Ferrero. Conobbe Don Bosco in giovanissima età. Fu presente il 26 gennaio 1854 alla prima seduta che avrebbe dato origine alla Congregazione Salesiana. Emise i primi voti nelle mani di Don Bosco il giorno dell’Annunziata del 1855; fu suo assiduo collaboratore come catechista e Presidente della Compagnia dell’Immacolata, stette a suo fianco anche durante il primo viaggio a Roma.
Il 29 luglio del 1860 divenne sacerdote e, solo tre anni dopo, ottenne il diploma di professore di ginnasio all’Università di Torino. Nell’ottobre del 1863 era direttore del Seminario di Mirabello che era la prima casa fondata fuori Torino da Don Bosco. Nel 1888, alla morte di Don Bosco, di ritorno a Valdocco come Prefetto, passo a lui il governo della Società Salesiana.
Portò un grande contributo alle scuole aggiornando ed adeguando i programmi di studio nei collegi. Ebbe grande attenzione per i pensionati e per gli emigrati, che furono assistiti dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Elevò il numero delle case lasciate da Don Bosco, da 64 a 341.
Morì il 6 aprile 1910 a Torino.
Dal 2 maggio 1922 al 31 agosto 1927, vi fu il processo diocesano e il 10 novembre 1936 quello apostolico; il 26 giugno 1953, con il decreto dell’eroicità delle virtù, fu dichiarato Venerabile.
Il 29 ottobre 1972 fu proclamato Beato.

Card. Raffaele Monaco La Valletta
 
Nacque a l’Aquila il 23 febbraio del 1827 da Domenico e da Maria Maddalena De Felici-Umani. Fu ordinato sacerdote il 22 settembre del 1849, a soli 22 anni!
La sua vita fu una continua ascesa nella burocrazia ecclesiastica. Lo dimostra il lungo elenco degli innumerevoli titoli e uffici a lui assegnati: “Vescovo di Ostia e Velletri, Decano del Sacro Collegio, Penitenziere Maggiore, Prefetto della S. Congregazione Cerimoniale, Segretario della S. R. V. inquisizione, Arciprete della Patriarcale Basilica Lateranense, Gran Priore Commendatore del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Il Card. La Valletta fu grande amico di Bartolo Longo e devoto della Vergine di Pompei. Il 28 marzo 1889 fu nominato Primo Protettore del Santuario di Pompei. Egli, quando il Santuario di Valle di Pompei, sottratto alla giurisdizione del Vescovo di Nola, fu donato alla Santa Sede, fu nominato Vicario Pontificio di Papa Leone XIII per il Santuario di Pompei.
Morì ad Agerola (Napoli, Arcidiocesi di Amalfi) il 14 luglio del 1896. I suoi resti mortali furono trasferiti a Roma e sepolti nel cimitero del Verano.
 
Mons. Alessandro Maria Carcani
 
Nacque a Roma il 2 maggio del 1827 conseguì, ventenne, la laurea in utroque iure ed a 26 anni ebbe il Diploma di Avvocato e esercitò la professione fino a quarant’anni quando lasciò la toga per vestire l’abito di religioso.
Era molto stimato dal Card. Raffaele Monaco La Valletta. Penitenziere Maggiore, venne a Pompei nel 1887 per il grande evento della collocazione della Madonna sul nuovo trono a Lei innalzato.
 
Padre Giuseppe Maria Leone
 
Redentorista, consigliere spirituale dei coniugi Longo dal marzo del 1885 all’anno della sua morte, che avvenne ad Angri (SA), il 9 agosto 1902. Nacque a Casaltrinità, ora Trinitapoli (FG), il 23 maggio del 1829 da Nicola e Rosa De Biase. Entrò nel seminario di Trani a 14 anni ed a 20 nella Congregazione dei Redentoristi (Liguorini), il 31 dicembre del 1850 fu ordinato sacerdote.
Venne a Valle di Pompei nel 1885, il 10 marzo, per la novena di S. Giuseppe.
Il 10 novembre del 1971, per volontà di Mons. Aurelio Signora, Prelato di Pompei, le sue spoglie furono traslate qui per essere collocate al fianco di Bartolo Longo e della Contessa.
Poi, il 17 dicembre del 1983, il Servi di Dio tornò a Trinitapoli tra i suoi concittadini.
 
Suor Maria Antonia Lalìa
 
Nacque a Misilmeri (PA) il 20 maggio 1839 e a battesimo le fu dato il nome di Rachele. Suo padre, magistrato, era costretto a stare di frequente lontano da casa e perciò Rachele, che aveva problemi di salute, fu affidata nel 1854 al collegio di Maria di Misilmeri diretto da suore Domenicane.
Qui nacque la vocazione e nel 1856 indossò l’abito di S. Domenico scegliendo come nome da religiosa Maria Antonia, il nome della madre defunta, aggiungendovi “del Sacro Cuore”.
A 18 anni, nell’ottobre del ’57, fu ammessa alla professione dei Voti. A soli 26 anni, nel 1865, fu eletta superiora del collegio, dopo essere stata per alcuni mesi maestra delle novizie.
Il 17 gennaio del 1893 proveniente dalla Sicilia si stabilì a Roma nel convento di S. Sisto sull’Appia, con lei vi erano due suore di Misilmeri, e qui fondò la Congregazione.
Nel 1895 fondò ad Asti la prima casa filiale e, cinque anni dopo, fondò un’altra casa a Sassari.
Ritornò a Ceglie Messapico (BR) il 10 aprile 1910 dove morì il 9 aprile del 1914.
Tra gli anni 1985-1986 si svolse, presso la Curia di Oria, il processo diocesano di beatificazione.
Il 9 aprile del 1986, con solenne cerimonia nella Chiesa Madre di Ceglie Messapico, Mons. Armando Franco, chiuse il Processo Diocesano.

Fr. Alberto Lepidi
 
Nacque a Popoli (Abruzzo) il 20 febbraio del 1838. Fu un grande docente, filosofo e tomista dell’Ordine Domenicano e reggente di vari collegi fra i quali San Tommaso d’Aquino in Roma.
Il Papa Leone XIII lo teneva in grande considerazione e stima e, dal 1897 fino alla sua morte, lo volle Maestro dei Sacri Palazzi Apostolici.
Fu direttore spirituale di Madre Antonia Lalìa e, stando al suo fianco nell’opera di fondazione della Congregazione, dimostrò di avere per la suora una profonda stima.
Morì a Roma il 31 luglio del 1925.

Mons. Vincenzo Leone Sallua
 
Era nato a Garresio (CN) il 24 luglio 1815 da Pietro e da Rosa Bertoletti. Vestì l’abito di San Domenico in giovane età presso il Convento di S. Sabina a Roma.
“Fu predicatore e insegnante di merito in varie città di Romagna tra cui in Lugo di Imola, dove contrasse amorevole relazione con quel Cardinale Mastai che fu poi Papa Pio IX.
Dal 1850 trascorse la sua vita a Roma nel Palazzo del S. Uffizio, dove fu chiamato dallo zio P. Bertoletti che era Commissario Generale della stessa Congregazione.
Nello stesso anno fu nominato Primo Compagno del Commissario Generale e poi Pio IX lo nominò titolare di quell’ufficio (1870).
Nel 1877, nel mese di marzo, sempre lo stesso Pontefice, lo nominò Arcivescovo Titolare di Calcedonia.
Fu molto stimato anche dal Papa Leone XIII il quale gli mostrò la sua considerazione approvando la sua elezione a “Vicario della Basilica Liberiana, e lo ascrisse ai Vescovi assistenti al Soglio”, nell’anno 1879.
Morì il 21 dicembre del 1896.

Fr. Vincenzo Giuseppe Lombardo
 
Nacque a Castelvetrano, in Sicilia, il 3 giugno 1836. Professò il 3 luglio del 1854 e nel 1859 divenne sacerdote.
Fu nominato Procuratore Generale dell’Ordine nel 1896, ma non accettò l’incarico. Come pure non volle accettare la nomina ad Arcivescovo di Catania, due volte offertagli da Leone XIII.
Lavorò molto in Sicilia, facendo rinascere la vita domenicana e dove, nel 1897, venne eletto Vicario Generale della Provincia “ Trinacriae”. Successivamente, il 10 marzo del 1906, fu nominato primo Provinciale. Intanto era già stato Rettore del Collegio di Noto. Fu anche membro del Convento di S. Sabina in Roma.
Un grave male mise a dura prova tutta la sua eroica esistenza ed il 4 settembre del 1909, morì a Palermo.
Si interessò molto dell’ opera di Madre Maria Antonia Lalìa fino alla sua morte e con lei ebbe continui rapporti epistolari.
 
Le suore di S. Anna di Torino
 
La Congregazione nacque nel 1834 e fu fondata dai coniugi Carlo Tancredi Falletti e Giulia Vitturnia Francesca, Marchesi di Barolo.
L’esatta denominazione della Congregazione è passata da “Suore della Provvidenza” a Suore di S. Anna e della Provvidenza” e, dal 1972 “Suore di S. Anna”.
Circa le origini delle suore di Torino attingiamo notizie dal Dizionario degli Istituti di Perfezione e apprendiamo che “l’apostolato educativo della nuova Congregazione ebbe inizio nel 1835, l’anno successivo alla fondazione, allorché furono affidate alle suore alcune bambine, rimaste orfane; e poiché ben presto il numero delle suore e delle bambine crebbe, tutti dovettero essere traslocate in un’altra casa di proprietà dei Marchesi a Moncalieri (Torino), in attesa che fosse pronto l’ampio Monastero che essi stavano facendo costruire su un terreno appositamente acquistato presso il Santuario della Consolata, mentre già l’opera delle religiose veniva richiesta altrove: a Santena (1836) e ad Altessano (1837) in provincia di Torino.
Poco dopo la istituzione della Congregazione, nel 1938, il Marchese morì e la moglie volle continuare l’opera da lei intrapresa quattro anni prima anche in osservanza delle sue volontà testamentarie.
“Perciò, oltre alle istituzioni in favore delle carcerate e delle donne traviate, ella ebbe vivamente a cuore l’istituto delle suore di S. Anna”.
Per interessamento della Marchesa Giulia, il Papa Gregorio XVI emanò il decreto di approvazione in data 8 marzo 1846.
Nelle Costituzioni venivano definiti i compiti educativi delle suore della Provvidenza con i loro interventi sui soggetti bisognosi sia della prima infanzia che adulti, formando, quindi, buone madri di famiglia.
L’istituto ha avuto una vita molto attiva e, nell’avvicendamento delle Superiori Generali, c’è da menzionare la Beata Sr. Maria Enrichetta Dominici. Attingendo sempre alla preziosa fonte del Dizionario degli Istituti di Perfezione, apprendiamo che l’istituto è formato da quattro province di cui due in Italia centromeridionale e settentrionale, due in India; tre delegazioni in Brasile, nel Messico e nelle Filippine, quattro comunità di cui due in USA, una nel Camerun ed una in Perù.
Le religiose che operano nelle 120 comunità sono in numero di 1052 e la sede della Casa Generalizia è a Roma.
La storia del Marchese di Barolo è ricca di attività finalizzate al bene per il prossimo: opere per assistenza alle ragazze vittime della seduzione, un monastero, ospedale, asili, etc.
I marchesi non ebbero figli e trascorsero la loro vita a servizio degli umili e dei bisognosi.
“La cura dei carcerati, specialmente donne, costituì una delle preoccupazioni più vive proprio della Marchesa Giulia”.
Evidentemente a questa attività si collega la presenza delle Suore di S. Anna nel carcere femminile di Salerno.
 
Padre Francesco Andrea Frühwirth
 
Nacque a S. Anna nella Stiria, stato federato dell’Austria, il 21 agosto 1845 e morì a Roma il 9 febbraio 1933.
Fece la vestizione nel 1863 a Graz dove studiò; continuò gli studi al Collegio San Tommaso a Roma, conseguendo il lettorato in Teologia.
Fu ordinato sacerdote nel 1868 e insegnò Teologia sia a Graz che a Vienna dove si distinse anche come Priore e Provinciale.
Il 19 settembre del 1891 fu eletto Maestro Generale dell’Ordine Domenicano a Lione e venne a Roma nello stesso anno. Fu Nunzio Apostolico in Baviera.
Fu creato Cardinale nel 1915.
Al ritorno da Monaco, nel 1916, ebbe il titolo dei SS. Cosma e Damiano a Roma.
Fu Legato Papale alla consacrazione del Duomo di Linz nel 1924 e, l’anno successivo, Penitenziere Maggiore.
Nell’anno 1927 Cancelliere di S.R.C.
Fu un attento osservatore delle opere di Bartolo Longo, venne a Pompei a novembre del 1891, due mesi dopo l’elezione a Maestro Generale.
Vi ritornò il 19 marzo del 1904.

Card. Camillo Mazzella
 
Era gemello del Vescovo di Bari, Ernesto; nacque a Vitulano in provincia di Benevento il 10 febbraio 1833.
Fu educato dai Padri Gesuiti ed a soli 22 anni fu ordinato sacerdote. A ventiquattro anni vestì l’abito di S. Ignazio.
Insegnò filosofia e Sacra Teologia sin in Italia che in Francia dove rimase fino al 1866 e, dopo il rientro a Roma, fu inviato negli Stati Uniti come insegnante di Teologia con la carica di Prefetto Generale degli Studi.
Fu molto apprezzato e benvoluto da Leone XIII il quale lo volle a Roma come Prefetto Generale degli Studi nell’Università Gregoriana. Il 7 giugno 1886 lo creò Cardinale.
Dopo la morte del Card. Raffaele Monaco La Valletta, che avvenne il 14 luglio del 1896, il Santo Padre, il 26 agosto del 1896, (ne prese possesso il successivo 15 settembre) lo nominò successore Vicario Pontificio del Santuario di Pompei, consacrandolo poi nel 1897, Vescovo di Palestrina.
Bartolo Longo chiese al nuovo protettore Cardinale Mazzella “di erigere canonicamente nell’Orfanotrofio la Congregazione Regolare delle Figlie del Rosario di Pompei, sotto la regola del Terz’Ordine della Penitenza di S. Domenico, ma con statuti speciali opportuni ai loro ministeri di carità, secondo i bisogni di questo luogo, di questo Santuario, di questo popolo”.
Il Card. Mazzella occupa un ruolo di primo piano avendo fatto da tramite con la Santa Sede per l’istituzione della Congregazione delle Suore volute da Bartolo Longo. Egli firmò i decreti di erezione della Congregazione delle “Figlie del Rosario di Pompei” e del Noviziato. Esse adottarono le stesse regole delle Suore Domenicane del Terz’Ordine della Congregazione del SS. Rosario negli Stati Uniti d’America da lui fondate nel 1888 e di cui era protettore.
Ebbe cura anche dell’Ospizio dei Figli dei Carcerati riferendone al Papa in maniera edificante. “Si compiacque di benedire egli stesso la nuova Cappella di detto Ospizio, dove ogni anno ritornava a celebrarvi la S. Messa, specialmente in occasione della festa di S. Giuseppe Calasanzio”.
Il 26 marzo del 1900, morì a Roma (da più parti è riportato, maggio).
 
Sr. Maria Rosaria della Beata Diana, al secolo Virginia Pazzaglia
 
Era nata a Budrio (BO) il 12 febbraio 1835 da Francesco e da Emerenziana Bapuoli.
“Nel 1896, dietro richiesta del Rev.mo Giacinto Cormier che aveva fatto un patto con l’ Avvocato Bartolo Longo partirono per Pompei tre nostre religiose per la formazione e direzione delle Terziarie Domenicane all’ Istituto di Pompei, una di esse, Madre Rosaria Pazzaglia, fu in seguito Madre Generale di tutte le religiose e morì in Pompei nel 1921”.
Questo si legge nella cronaca del Monastero di Marino.
Madre Rosaria ha un posto di primo piano nella storia pompeiana; ella viene ricordata come “la vera fondatrice delle nostre Suore”; donna intelligente, dinamica, tutta di Dio e della Madonna”.
La prima Priora della Congregazione delle Suore “Figlie del Rosario di Pompei” aveva preso il velo a 58 anni nel Monastero di Marino Laziale “dopo essere stata per ben 20 anni direttrice del Collegio di S. Croce e Carmine.
Aveva emesso appena da un anno la sua professione religiosa quando fu chiamata ad aprire la “casa” a Pompei.
Fece ritorno a Marino, dopo sei anni, il 5 giugno del 1903, ma una lettera di fuoco del Venerabile, il 21 dicembre dello stesso anno le fece riprendere l’attività animatrice e vi rimase fino al volo al cielo.
Morì, infatti, a Pompei il 6 marzo 1921.

Sr. Maria Domenica Bacchini, al secolo Giovanna
 
Era nata a Roma il 4 novembre del 1848, fece solenne Professione nel Monastero Urbano SS. Annunziata il 25 novembre del 1862.
“Nel mese di agosto del 1887, ottenne dalla S. Sede il permesso di passare in questo Monastero”. Qui morì il 4 giugno del 1919.
Sr. Maria Domenica rimase a Pompei per tre anni; il 3 luglio 1899 fece ritorno al suo Monastero di Marino. Era venuta al posto della novizia Sr. Maria Giacinta del SS. Rosario (Giannina Ricci Cubastro), ritornata al secolo per motivi di salute.

Sr. Emilia del Cuore di Gesù, al secolo Caterina Pallucca
 
Era nata a Viterbo il 19 febbraio del 1869. Figlia di Carlo e di Francesca Poleggi.
Professò a Marino, nel Monastero del SS. Rosario, il 21 novembre del 1892.
La Comunità delle Suore del Monastero domenicano del SS. Rosario di Marino Laziale. In primo piano la Superiora e, alla sua sinistra, in ginocchio, Sr. Emilia Pallucca, con il velo bianco. Dopo il Concilio Vaticano II” indossano tutte il velo nero. La Comunità delle Suore del Monastero domenicano del SS. Rosario di Marino Laziale. In primo piano la Superiora e, alla sua sinistra, in ginocchio, Sr. Emilia Pallucca, con il velo bianco. Dopo il Concilio Vaticano II” indossano tutte il velo nero.

Padre Louis Stanislas Henri Marie Cormier
 
Nacque a Orlèans l’8 dicembre del 1832 da Francesco, commerciante di spezie e da Margherita Bracquemond.
Fu ordinato sacerdote ed il 29.06.1856, vestì l’abito domenicano prendendo il nome di Giacinto. Professò solennemente nel 1859 a Roma.
“Sottomaestro dei novizi a S. Sabina (Roma) e a “La Quercia” (Viterbo), maestro del noviziato e Priore di Corbara (Corsica) non appena viene restaurata la provincia di Tolosa, ne è messo a capo per tre quadrienni (1865, 1869, 1878). Priore di Marsiglia (1874-7) di Tolosa (1882-8) e di S. Massimino (1889-91), nel 1891 partecipò in qualità di definitore al Capitolo Generale di Lione. Il nuovo Maestro dell’Ordine, Andrea Frühwirth, lo scelse subito per suo assistente e nel 1896 come Procuratore Generale, mentre la S. Sede lo nominò consultore del S. Uffizio (1896) e di Propaganda Fide (1900).
76° Maestro Generale dell’Ordine eletto il 21.05.1904, vi restò alla guida fino al 3 agosto del 1916.
Morì a Roma il 17 dicembre dello stesso anno, nel Convento di S. Clemente, dove si era ritirato.
La sua salute, sempre cagionevole, destò meraviglia e anche qualche preoccupazione circa l’incarico che avrebbe dovuto ricoprire quando fu eletto Maestro dell’Ordine a 72 anni.
Varie Congregazioni lo guardano come Fondatore perché ebbe molta parte nell’organizzazione e nella guida all’affiliazione all’Ordine Domenicano. Egli fondò, nel 1874 ad Auch, in Francia, le “Domenicane Infermiere Catechiste di S. Caterina da Siena”.
Anche la Congregazione pompeiana ricorda il Padre Cormier come uomo buono e paziente, prudente e caritatevole, venerato dal Comm. Bartolo Longo come Santo. Vi è prova di ciò nelle testimonianze rese nei processi per la sua beatificazione che si svolse dal 1935 al 1938.
Tra le tante lettere, riportiamo parte della lettera di risposta del 18 dicembre del 1896, a nome del Card. Mazzella e inviata all’Avv. Bartolo Longo che aveva fatto richiesta al Cardinale di avere a Pompei Suor Maria Agnese Gambigliani:
“Preghiamo insieme la Vergine SS.ma di stendere la sua protezione su quel grano di senapa ora felicemente seminato affinchè cresca fino a divenire un albero grande sopra i cui rami vengano a ricoverarsi gli uccelli del cielo. Sarà certamente una grande consolazione per lei e la Signora Contessa vedere questo sviluppo sotto il soffio della grazia divina. Per un risultato così bello, un nulla sono le fatiche e il tempo che sembrava lungo, si trova breve quando si gustano i frutti”.
Fondò il Collegio “Angelicum” di Roma nel 1909, che diventò, nel 1963, Pontificia Università di S. Tommaso.
Fu proclamato Beato a Roma nella Basilica S. Pietro il 20 novembre del 1994.

Sr. Maria Filomena Fiore del SS. Nome di Gesù
 
Era nata a Trani (BA) il 3 novembre del 1852.
Professò il 9 luglio del 1885.
Venne a Valle di Pompei il 2 aprile del 1898, come Maestra delle Novizie e vi rimase fino al 3 aprile del 1914, quando fece ritorno al suo Monastero di Marino, dove morì.
 
Card. Giuseppe Antonio Ermenegildo Prisco
 
Nacque alle falde del Vesuvio, a Boscotrecase (NA), l’8 settembre del 1833 da Ludovico e da Colomba Federico. Divenne sacerdote nel 1856.
Fu notato e stimato dall’Arcivescovo di Napoli che lo volle professore di filosofia al Liceo Arcivescovile.
Rinunciò, per obbedire ai suoi principi di uomo amante della verità e libertà di pensiero, alla cattedra universitaria nel 1860.
Fu nominato , per volere di Leone XIII, canonico della Cattedrale di Napoli, dell’ordine dei presbiteri, il 4 luglio 1886, e lo stesso Papa, il 30 novembre del 1896, lo creò Cardinale di S.R.C.
Il 24 marzo del 1898 fu nominato Arcivescovo di Napoli ed il 29 maggio ordinato Vescovo.
Morì il 4 febbraio del 1923, a Napoli. Nella sua lunga vita, si interessò a moltissime fondazioni ed iniziative di carattere intellettuale. Infatti, fondò l’Accademia di Scienze e Lettere (1899), l’Accademia di S. Pietro in Vincoli (1912); sua fu l’iniziativa della pubblicazione degli “Atti dell’Accademia Scientifico-Letteraria S. Pietro in Vicoli” (1914)
Ripristinò la Cattedra della Somma di S. Tommaso d’Aquino nel Liceo Arcivescovile di Napoli.
Fondò, inoltre, scuole di religione e appoggiò le iniziative per l’incremento di “Associazioni Operaie”.
Si interessò alle scoperte del mondo scientifico e fu il primo Vescovo che si adoperò per far conoscere le caratteristiche del Radium, elemento che fu oggetto di attenzione, conferenze ed esperimenti, nel Liceo Arcivescovile. Mostrò doti di grande umanità e solidarietà in occasioni di calamità naturali catastrofiche, quali il terremoto Calabro-Siciliano, l’incendio del Monte di Pietà, l’eruzione del Vesuvio del 1906, durante il colera (1910) e, non da ultimo, durante il periodo bellico.
Fu nominato Vicario di Papa Leone XIII per il Santuario di Pompei il 6 aprile del 1900, a seguito della morte del Card. Camillo Mazzella e fece il suo ingresso a Pompei il 29 aprile del 1900.

Padre Carlo Giuseppe Cecchini

Domenicano, proveniente da Ancona, conobbe Bartolo Longo mentre si trovava a Napoli per disbrigare pratiche della Curia Generalizia.
Alla morte del Padre Rossi, Bartolo Longo fu lieto della nomina che il Maestro Generale, Padre Frühwirth, fece a lui come confessore e vice - Rettore del Santuario e direttore delle Suore.
Si legge che:
“rimasero al Santuario padre Umberto Lorenzetti e due fratelli laici , fra Giacinto e fra Cristoforo. Non erano certo sufficienti. IL 27 settembre 1898, il Maestro Generale comunicò a Bartolo Longo la costituzione di una comunità domenicana in un convento a sé nell’ambito del Santuario. Con Padre Giuseppe Cecchini superiore”.
Più tardi Bartolo Longo scrive: “Dopo sette anni di lavoro in Valle di Pompei quale Rettore di questa mondiale Basilica, il P. Cecchini era nominato Vescovo titolare di Alicarnasso (Halicarnassos = Bodrum, in Turchia) e insieme era investito del titolo e della giurisdizione di Abate di Abate mitrato Ordinario delle Regie Chiese Palatine di Altamura (BA) ed Acquaviva delle Fonti (BA)”.
La cerimonia della ordinazione Episcopale avvenne nella Basilica di Pompei, il 25 febbraio del 1904.
Nel 1910 divenne Arcivescovo di Taranto.
Morì a Taranto il 10 dicembre del 1916, a seguito di “una fiera polmonite, che appena in tre giorni lo sopraffece”.

Padre Giacinto La Camera

Nacque a Reggio Calabria il 27 settembre del 1843.
Venne a Pompei su richiesta esplicita del maestro Frühwirth nel 1904, essendo stato il suo precedessore, Padre Cecchini, nominato Vescovo.
Era il 21 aprile del 1904 e da quell’ anno fino alla morte, che avvenne il 6 aprile del 1912, non lasciò mai Pompei.

Padre Emmanuele Ribera

Nacque a Molfetta (BA) il 2 marzo del 1811, fu devoto ed incline alla preghiera fin dalla tenera età, anche perché seguiva l’esempio dei genitori convinti religiosi e di illustre discendenza.
Ordinato sacerdote il 14 marzo 1835, lavorò a Pagani prestandosi per la “cura spirituale degli uomini della Congrega di S. Alfonso”
Successivamente lo ritroviamo in varie Missioni e predicazioni tra cui: Nocera Inferiore (SA), Molfetta, Montecorvino (SA), Cava dei Tirreni (SA), Salerno, Amalfi (SA), Gragnano (NA).
“Assistendo i colerosi del 1836, riportò un grave e prolungato morbo che interruppe il suo apostolato” e fu, perciò, destinato alla casa dei novizi, eredi alla Chiesa di S. Antonio a Tarsia, in Napoli.
Una sua iniziativa degna di menzione è quella di essere stato un grande distributore di libri che recuperava dagli stampatori napoletani. Era un grande lettore della vita dei Santi.
Si trovò anch’egli a subire il dolore di trovarsi fuori Congregazione dal 1862 al 1874 a causa della soppressione degli Ordini religiosi.
Soffriva molto per la sua grave forma di broncopolmonite.
Morì l’8 novembre del 1874.
Le spoglie del Servo di Dio Padre Emmanuele Ribera, riposano nella Chiesa dei Redentoristi a Tarsia, in Napoli.
Bartolo Longo conobbe il redentorista perché glielo presentò il Prof. Pepe. Ribera “aveva fatto il voto di non perdere mai tempo, onde nessuna ricreazione, nessuno svago, e nessun riposo egli si consentiva mai, e il suo conversare, il suo consigliare, l’ascoltare le confessioni non durava più di cinque minuti.

Cardinale Augusto Silj

Nacque a Calcara di Ussita, nella provincia di Macerata, il 9 luglio 1846.
Nominato Delegato Straordinario della Santa Sede, il 10 febbraio 1906, ne prese possesso il 20 febbraio successivo.
“Il 20 febbraio 1906, dopo che il Venerando Commendatore Bartolo Longo ebbe rassegnate le sorti di tutti gli Istituti da lui fondati nelle mani del Santo Padre, Mons. Augusto Silj, a nome della Santa Sede, assumeva il governo dell’Opera Pompeiana.
Egli continuò con spirito mirabile di sapienza e di carità, l’opera grande dell’insigne fondatore, di colui che è stato in Italia l’uomo della Madonna e della Provvidenza, Il Comm. Bartolo Longo, per il quale Mons. Silj ebbe sempre la più deferente ed affettuosa amicizia”.
Il 17 dicembre 1919 fu elevato all’alta dignità di Cardinale assumendo il titolo di Santa Cecilia dal Santo Padre Benedetto XV, che nel 1920 lo nominava suo Vicario per la Basilica Pontificia Pompeiana.
Da porporato fece il suo ingresso in Valle di Pompei il 15 febbraio 1920.
Ebbe cura particolare per la Congregazione delle Figlie del Rosario di Pompei, all’Ospizio Educativo per i Figli dei Carcerati.
Il 13 gennaio 1907 Mons. Silj fu promosso dal Santo Padre Pio X Arcivescovo titolare di Cesarea del Porto (Kayseri in Turchia).
“Durante il suo governo fu progettato e costruito il monumentale Campanile, la Canonica per il Clero del Santuario; furono ampliati gli Istituti di beneficenza, si costruì l’edificio per accogliere le Figlie dei Carcerati.
Di quest’ultima opera non vide il compimento: morì, a Roma, il 27 febbraio del 1926.”

Mons. Roberto Ronca

Nacque a Roma il 23 febbraio 1901. Divenne sacerdote nel 1928; ordinato Vescovo l'11.7.1948 ed in pari data nominato Delegato Pontificio e Prelato di Pompei. Ingegnere. Arcivescovo titolare di Lepanto (Naupaktos in Grecia), fu Prelato di Pompei dal 14 agosto 1948 al 1955.
Il Comune di Pompei il 9 dicembre 1952 gli conferì la Cittadinanza Onoraria come riconoscenza per aver promosso e realizzato importanti opere di carattere religioso, civile, ed economico-sociale.
Tra le opere da lui volute qui a Pompei, si ricordano:
    Crociata Mariana (per la pia pratica della recita del Rosario)
    Asili al centro ed in periferia
    Scuole ed oratori con annesse cappelle
    Ricostruì l'Ufficio Postale
    Ottenne la fermata alla Stazione di Pompei di tutti i treni diretti e rapidi
    Ottenne di far costruire la strada circumvallazione (attuale Via Mazzini a Pompei)
    Si occupò dell'acquedotto; acquistò una sorgente a Gragnano, la "Forma" e la canalizzò a Pompei
    Studiò e fece redigere il Piano Regolatore del Comune di Pompei
    Le costruzioni realizzate durante la sua permanenza a Pompei furono: “Grande Albergo del Rosario” con annessa “Casa degli esercizi spirituali” e l'“Orfanotrofio Femminile”
    Avviò la costruzione dell'IPSI
    Fondò il Pontificio Seminario “Bartolo Longo”
    Rifece l'organo del Santuario
 Morì a Roma il 25 settembre 1977.

Mons. Giovanni Battista Foschini

Era nato a Lugo di Romagna (RA) il 14 gennaio del 1885.
Venne a Pompei in qualità di Amministratore Apostolico succedendo al Prelato Mons. Roberto Ronca, il 20 dicembre del 1955. Rimase qui fino al 12 marzo del 1957, quando fu nominato Delegato Pontificio e Prelato di Pompei, Sua Ecc. Mons. Aurelio Signora.
Mons. Foschini ebbe un ruolo importante nella storia della Congregazione e viene ricordato dalle suore «Figlie del S. Rosario di Pompei» come Superiore di felice memoria.
La notizia della sua morte, che avvenne ad Imola il 29 aprile del 1963, suscitò nella Opere pompeiane un vero e profondo dolore. Nel necrologio pubblicato sul periodico «Il Rosario e la Nuova Pompei», così si scrive di lui: “Instancabile lavoratore, zelantissimo Sacerdote, anima squisitamente devota alla Madonna del Rosario”.
In proposito alla breve permanenza di Mons. Foschini alla guida della Prelatura pompeiana, si legge che “nel suo breve passaggio nella terra benedetta di Maria, rivelò la grandezza del suo cuore e la sua forte tempra di Sacerdote”.
Ai suoi funerali, che si svolsero ad Imola, le Opere Pompeiane furono rappresentate da Mons. Remo Maria Carletti, Vicario della Prelatura e dagli alunni dell'Istituto «Bartolo Longo» e dal Direttore Fratel Tullio Crocicchia.

Mons. Aurelio Signora

Nacque a Budoia (PN) il 21 ottobre del 1902 da Giuseppe e da Pierina Panizzut Rosaura.
Entrò in Seminario nel 1922, il 19 luglio del 1925 fu ordinato Sacerdote.
Il 7 ottobre del 1928, ebbe la nomina a Rettore della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli di Venezia; nel frattempo, il Patriarca di Venezia, Card. Angelo Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII, lo chiamò in curia a svolgere incarichi nel Tribunale Ecclesiastico, alla guida del settimanale diocesano e nell'organizzazione delle opere missionarie. Per questi incarichi, venne nominato Monsignore.
Il 24 aprile 1934 divenne Segretario Generale dell'Opera «S. Pietro Apostolo» per il clero indigeno e Prelato Domestico di S.S. Papa Pio XI. Durante il periodo della guerra mondiale si adoperò per salvare molti personaggi politici dalle deportazioni e dai campi di concentramento, aprendo loro le porte del palazzo di Propaganda Fide.
Fondò, altresì, un patronato «Protezione della Giovane» di cui fu assistente e consigliere per oltre 40 anni.
Il 13 maggio del 1957, Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Nicosia (Cipro), Delegato Pontificio per il Santuario di Pompei e nella Basilica di S. Maria Sopra Minerva, a Roma, il 25 aprile fu ordinato Vescovo da S. Em. Il Card. Adeodato Giovanni Piazza.
Il 7 giugno di quell’anno, fece il suo ingresso a Pompei, restandovi per 21 anni come continuatore dell’opera del fondatore Bartolo Longo.
Grazie a lui la Parrocchia del «SS. Salvatore» diventa Arcipretura, e nascono le nuove Parrocchie di «S. Maria Assunta in Cielo», «S. Maria Immacolata» e «Sacro Cuore di Gesù». Viene eretto il monumento a Bartolo Longo, edificati il seminario «Bartolo Longo» e la chiesa dedicata a «S. Antonio» in località Pontenuovo (Pompei). Vengono creati i centri giovanili: «S. Paolo» e «Sacro Cuore».
Curò anche che si facesse un importante restauro del quadro della Madonna che fu incoronata, poi, a Roma dal Papa Paolo VI, il 24 aprile del 1965.
Nel 1977, il 21 ottobre, presentò le dimissioni al Papa per raggiunti limiti d’età. Il 13 novembre gli venne notificata l’accettazione da parte della S. Sede e nominato Amministratore fino alla nomina (30.3.1978) del nuovo Prelato che era Sua Ecc. Mons. Domenico Vacchiano. Il nuovo Vescovo fece il suo ingresso a Pompei il 29 aprile 1978 e vi restò fino al 1990, quando fu ordinato (7.12.1990) Arcivescovo di Pompei, Mons. Francesco Saverio Toppi O.F.M. Capp.
Il 30 aprile del 1990, Mons. Signora chiuse a Budoia la sua esistenza terrena lasciando ai pompeiani un caro ricordo di buon Pastore.