Regole e Costituzioni - Parte I

In ordine di data, i vari libretti a stampa che hanno per titolo: Regole e Costituzioni, o Regole, o, ancora Costituzioni della Congregazione delle Figlie del Rosario di Pompei - Terziarie Domenicane, sono in numero di ventidue.
Si rinvengono, inoltre, una quantità di appunti e sunti di idee che Bartolo Longo più volte utilizzò per ribadire i principi generali che lo spingevano a costituire una Congregazione del tutto pompeiana.
Il primo documento da esaminare è il libro a stampa del 1892: «Regole del Pio Istituto delle Figlie del SS. Rosario in Valle di Pompei» [1, Regole].
Mancando l’autore, Bartolo Longo, fece queste annotazioni autografe sulla copertina delle prime Costituzioni: “scritte dal P. Leone a lui dettate dalla sua Madonna delle Grazie”.
Quanto contenuto in questo libretto non fu mai applicato in quanto scritto nel 1892, a notevole distanza dall’anno in cui vi fu il Decreto di erezione della Congregazione, che avvenne cinque anni dopo (1897), anche se la nascita delle Terziarie Domenicane valpompeiane risale a diversi anni prima del detto Decreto.
Ora, poiché dopo un travagliato susseguirsi di vicende si pervenne all’erezione della Congregazione, ed essendo il firmatario del decreto il Card. Mazzella, protettore delle Suore d’America, si ritenne opportuno adottare le Costituzioni delle stesse suore d’America, adattandole alle esigenze valpompeiane. Il libretto, infatti, si compone di due parti. Una prima parte riguarda la “Regola di S. Agostino per le Monache” e che “serve come fondamento alla vita spirituale delle Figlie del Rosario di Pompei” e la seconda parte dello stesso libretto costituisce le: “Costituzioni delle Suore del Terz’Ordine di S. Domenico”.
Su questo libretto Bartolo Longo annotò: «dette Figlie del Rosario di Pompei».
Infatti su uno di questi volumetti vi è la seguente annotazione sotto il frontespizio della prima parte:
“Terziarie Domenicane. Prima regola e Costituzione data alla nascente Comunità di Valle di Pompei - Maggio 1898 - dal Cardinale Camillo Mazzella - Vicario del Papa”.
Intanto questa “Prima Regola e Costituzioni data alla nascente Comunità di Valle di Pompei - Maggio 1898 - dal Cardinale Camillo Mazzella - Vicario del Papa”, libretto edito in Valle di Pompei nel 1898, servì anche come prima guida per la Congregazione.
Essa era composta da una parte (pagine III a XXV), che riportava la Regola di S, Agostino e che serviva come «fondamento alla vita spirituale delle Figlie del Rosario di Pompei», e da una seconda parte (pagine 3 a 128), che conteneva le «Costituzioni delle suore del Terz’Ordine di S. Domenico».
Nell’Archivio Storico Bartolo Longo, vi è un libretto a stampa antecedente all’anno 1900 composto di 39 pagine, privo di copertina, annotato da Bartolo Longo fino alla pagina 11 recante sul frontespizio la scritta autografa del beato: “La Congregazione delle Figlie del Rosario di Pompei del Terz’Ordine della Penitenza di S. Domenico”.
Il testo in questione è composto da venti Capi e porta nella prima pagina il titolo «Costituzioni per le Figlie del Rosario di Pompei».
Ancora nella predetta sezione prima nel fascicolo 623 dell’Archivio, si conserva un’altra copia, stampata nella Tipografia di Bartolo Longo nel 1900, sulla cui copertina egli annotò: “approvate definitivamente” ed il libretto reca il titolo: «Costituzioni per la Congregazione Regolare delle Figlie del Rosario di Pompei Suore del Terz’Ordine Domenicano» (5, Costituzioni), così strutturato:
    Prima Parte - Supplica e Decreti (da pag. 5 a 23)
    Parte Seconda - Regola di S. Agostino per le Monache che serve come fondamento alla vita spirituale delle Figlie del Rosario di Pompei (da pag. 25 a 49)
    Parte terza - Costituzioni per le Figlie del Rosario di Pompei Suore del terz’Ordine di S. Domenico approvate dall’E.mo Cardinale Camillo Mazzella Vicario del Sommo Pontefice per il Santuario di Pompei (da Pag. 50 a 83)
Esiste un ulteriore libretto, riportato al n. 6 nella bibliografia delle «Regole e Costituzioni», avente il titolo uguale a quello prima citato, con l’aggiunta: “scritte dal fondatore Avv. Bartolo Longo” [6, Costituzioni].
Anche questo testo fu stampato a Valle di Pompei nella tipografia di Bartolo Longo nello stesso anno 1900.
Questo libretto, di cui riporto più avanti il testo integrale della II, III e IV parte, è strutturato come segue:
    Parte Prima - Documenti (da pag. e a 23)
    Parte Seconda - Costituzioni per le Figlie del Rosario di Pompei suore del terz’Ordine di S. Domenico approvate dall’E.mo Card. Camillo Mazzella Vicario del Sommo Pontefice pel Santuario di Pompei (da pag. 25 a 57)
    Parte Terza - Regola di S. Agostino (da pag. 59 a 83)
    Parte Quarta - Regola religiosa per le Figlie del Rosario di Pompei (dalla Regola di S. Caterina di Bologna) (da pag. 85 a 91)
Pur non entrando nel merito dei contenuti di questi testi, peraltro già esaminati in modo più approfondito in altro momento, sono convinto che queste brevi note siano sufficienti a rendere l’idea del travaglio e dei ripensamenti che scaturirono dallo studio delle Regole e delle Costituzioni.
A distanza di pochi anni furono ristampate le Costituzioni e sull’”unica copia” così viene annotato: “N.B. Queste Costituzioni non furono mai osservate. (da Madre Margherita Idà)”.
Intanto la Comunità non applicava nessuna Costituzione tra quelle elencate, osservando soltanto la regola di S. Agostino e le indicazioni dei Fondatori, essendo venuto a mancare anche il Card. Mazzella, morto nel 1900.
Necessitava, perciò, un codice di leggi rispondenti in tutto alle peculiari finalità della nuova Congregazione religiosa.
A questo provvide Sua Ecc. Rev.ma Mons. Silj, Vicario del Santuario dal 1906, il quale ne affidava la redazione al fratello, Don Albertino Silj, religioso camaldolese che per le sue singolari doti di governo ricoprì, nel suo stesso Ordine, la suprema carica di Rettore Maggiore.
Queste nuove Costituzioni, rivedute dallo stesso Mons. Silj, come prova la copia dal medesimo qua e là ritoccata che si conserva nell’Archivio Bartolo Longo, erano da lui approvate e imposte all’osservanza delle “Figlie del Rosario di Pompei” nella solennità del Rosario del 1915.
È appena il caso di ribadire che Mons. Silj recepì l’urgenza e le sollecitazioni di una Comunità in crescita per la quale si ravvisava la necessità di avere una normativa più aderente alle esigenze locali e perciò soddisfece il desiderio delle richiedenti facendo consegnare nelle loro mani dal suo Delegato Mons. Vincenzo Celli, una copia del nuovo libretto, nell’ottobre dell’anno 1915.
Tuttavia “Le nuove Costituzioni, pur rispecchiando i bisogni e le esigenze dell’unica Comunità esistente in Valle di Pompei, facevano già pensare alla possibilità di fondazioni di nuove case e quindi allo sviluppo interdiocesano dell’Istituto, secondo quanto avevano desiderato Bartolo Longo ed il P. Cormier. V’è infatti in esse un nuovo Capitolo in cui si accenna all’apertura di nuove case e, conseguentemente, alla nuova posizione giuridica in cui verrebbe a trovarsi l’Istituto. Esse furono osservate fino al 1932, anche in tempo quindi che non rispondevano più, allo sviluppo dell’Istituto” [14. Anonimo].
Urgeva, quindi, una revisione delle Costituzioni a cui provvide Sua Ecc. Mons. Antonio Rossi, Delegato Pontificio. Infatti, il 21 giugno del 1931 furono sottoposte, alle suore riunite in Capitolo, le seguenti fondamentali questioni:
    Se si ritenga che la Congregazione inizi le pratiche per ottenere la giurisdizione Pontificia o si desideri di restare di diritto interdiocesano.
    Quali i rapporti della Congregazione con l’Ecc.ma Prelatura.
    Quale debba essere la Casa Madre.
    Quale la casa del Noviziato.
    Se adottare nuove Costituzioni o riforme o completare quelle già esistenti.
Per tutto quanto detto, va tenuto in debito conto che la revisione delle Costituzioni era necessaria anche perché, nel 1918, si promulgava il nuovo codice di Diritto Canonico al quale si sarebbero dovuto adeguare le Costituzioni stesse, divenendo la Congregazione, da locale, a interdiocesana.
Ma, per continuare l’analisi temporale dei vari libretti si apprende che le Costituzioni recanti l’imprimatur “Robertus Ronca, Archiepiscopus tit. Naupactensis Pompei, 1 giugno 1954” [12, Costituzioni], rimasero in vigore fino al 1970; esse erano accompagnate da un libretto con la sola regola di S. Agostino, che porta l’imprimatur “Joannes Foschini Pompeijs die 15 Junii 1956” [13, Costituzioni].
Nel 1970, in seguito alle disposizioni del Concilio Vaticano II, Le Costituzioni furono riviste alla luce delle indicazioni dettate dal Magistero della Chiesa.
Si dovette, perciò, tenere in adozione sperimentale un testo che si sdoppiava in due parti: le “Costituzioni” ovvero una serie di capitoli riguardanti le finalità della vita Consacrata, e il “Direttorio”. Esso racchiudeva articoli normativi di vita pratica finora per quanto considerate ed osservate, non pubblicate in maniera sistematica in apposito volume recante il suddetto titolo di “Direttorio”.
Questi due volumi, per i contenuti precipui, consentivano alla Congregazione l’aggiornamento e l’adeguamento, a seconda delle esigenze, degli Articoli del Direttorio, mentre, come è noto, la variazione di un capitolo o articolo delle Costituzioni richiedeva l’approvazione da parte della Sacra Congregazione dei Religiosi.
La nuova legislazione fu, ovviamente, adottata per studiare l’opportunità di apportare modifiche o integrazioni comuni alle esigenze di vita consacrata.
Ciascuna suora ne ebbe una copia affinché potesse studiarla, sia personalmente sia comunitariamente. Fino al 1980, vi furono meditazioni e confronti a vari livelli.
In particolare, trascorsero ben dieci anni per lo studio della nuova normativa, poiché il Concilio Vaticano II apportava alla vita delle religiose una profonda evoluzione di comportamenti e regolamenti, non senza ripercussioni sulla formazione dei membri degli Istituti religiosi.
Avvenne, così, che furono impiegati i primi cinque anni, rinnovati, poi, in un periodo di altri cinque, per studiare le variazioni da apportare e per approvarle in via definitiva.
Successivamente, il 26.10.1980, fu emesso il Decreto di approvazione della Sacra Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari.