KOTTUVALLY KERALA, INDIA

L’esperienza missionaria nelle Filippine ed i risultati raggiunti in campo vocazionale spingono la Congregazione in altri paesi e dopo un’accurata analisi delle richieste pervenute, nel verbale del Consiglio Generale del 1° febbraio del 1993, si legge per la prima volta: India.
Il 30 novembre dello stesso anno, a Parur nel Kerala, le Suore Domenicane “Figlie del S. Rosario di Pompei”, piantarono una seconda tenda.
Le difficoltà furono notevoli  anche per il clima e la lingua ed il lavoro organizzativo fu duro.
Tutto cominciò “in una piccola casa presa in affitto, oggi non sufficiente ai bisogni della Comunità”.
Il 25 marzo del 1996, la Superiora Generale, Madre Colomba Russo, emise il Decreto di erezione canonica della Casa di Noviziato, residenza delle giovani che desideravano vivere il carisma della Congregazione ricevuto come mandato dal beato Bartolo Longo.
Il disagio logistico della casa, divenuta fin troppo piccola per l’attività missionaria, fu superato dal progetto di una nuova struttura da costruire nello stesso stato del Kerala, a Kottuvally.
Il 15 giugno del 1996 alla presenza del Vescovo della Diocesi di Kottapuram, Sua Ecc. Mons. Francio kallarakal, fu posta la prima pietra di un nuovo edificio ; a giugno del 1997 la Casa era parzialmente pronta; vi si trasferirono nel piano completato le suore della Comunità.
Finalmente il 17 gennaio del 1998, con una solenne cerimonia venne benedetta la nuova casa.
Il giorno successivo quattro novizie presero l’abito emettendo i voti nelle mani della Madre Colomba Russo, Superiora Generale della Congregazione.
“Le norme restrittive emanate dalla Conferenza Episcopale Indiana ci hanno imposto ad organizzarci per il noviziato sul posto, perciò abbiamo costruito una casa adatta a tale scopo.
Le giovani che sono passate per essa sono rimaste attratte dal carisma mariano vissuto dalle suore preposte alla formazione ed hanno chiesto di iniziare un cammino di risposta alla chiamata del Signore”.
Nella casa, che è un modello di costruzione, non poteva mancare il Fondatore della Congregazione e perciò, al centro, fu collocato un imponente monumento che raffigura il Beato Bartolo Longo che ha vicino a sé un bambino; egli è in atteggiamento di consegna della corona alla suora che, a sua volta, porta in braccio una bambina.
Il monumento, realizzato in cemento, è una copia fedele di quello in bronzo del Maestro Scatragli.
Dunque, anche qui si realizza il progetto di diffusione del carisma longhiano.