Casa di Bikok

Il terzo fiore all’occhiello è rappresentato dalla casa di Bikok.
La delibera del Consiglio Generale è del 24 maggio del 1993, quando vennero lette in quella sede “alcune missive pervenute da parte di Vescovi del Camerun con la formale richiesta di suore cui affidare impellenti compiti di promozione umana e sociale”.
A novembre dello stesso anno, nello stesso Consiglio Generale, si indugiò sulla realizzazione del progetto africano che venne ripreso a seguito del contatto avuto a  Roma con il Vescovo di Yaoundè, Jean Zoa.
Quest’ ultimo, fermamente intenzionato ad attuare l’iniziativa, offriva alla Congregazione la sua collaborazione ad aprire un dispensario per le cure più urgenti agli ammalati e che sarebbe stato posto a circa 50 km dalla capitale.
Finalmente, nel continente africano nello stato del Camerun, e nella capitale Yaoundè, si aprì, nel villaggio di Bikok, il 3 giugno del 1995, la nuova casa che dovette subire un cambiamento nell’idea del dispensario.
“Perduta nella foresta equatoriale che copre le province del Centro, del Sud e dell’Est del Camerun, la piccola località di Bikok che, a prima vista, rassomiglia  a un grande villaggio, è un circondario del dipartimento del Mefon e Akono”.
Oggi, la missione è collegata a Pompei con un ponte di solidarietà.